Due momenti politici hanno caratterizzato il week end ovadese di fine giugno: la presenza dell’ex ministro Damiano, sabato presso la festa del PD, il congresso di Rifondazione comunista, domenica. Il congresso svolto su cinque mozioni, ha visto prevalere quella che fa capo all’ex ministro Ferrero. Quindi un voto che respinge un eventuale scioglimento del PRC e, pur confermando la necessità di un’intesa e la costruzione delle case della sinistra, dice no alla proposta di una costituente, avanzata da molti dirigenti dell’Arcobaleno e confermata domenica a Chianciano dal congresso di Sinistra democratica.
Contrariamente a quanto afferma la signora De Paoli nel n° 22 [dell'Ovadese ndr], nel mio intervento del 15 maggio, non lascio intendere e non la considero una simpatizzante del centro destra. Semplicemente prendo a pretesto il suo intervento e quello di altri con l’intento di suscitare un dibattito sui risultati elettorali, sul futuro della sinistra, sul che fare, sui problemi del paese e della nostra cittadina. Perché, SD non si è ripiegata su stessa nella ricerca di un’identità perduta. Ma, tenta di capire cosa è successo a sinistra e nel paese. Senza addossare le colpe della sconfitta al voto utile e fattori esterni. Per semplificare, dico: “Una pietra in piccionaia”. Lasciando capire, oltremodo, che i punti della signora De Paoli, riguardanti ovada, trattati, fino alla esasperazione da altri interventi, sono condivisibili. Quindi, una risposta da parte di chi ha responsabilità di governo locale e nazionale, la meritano. A volte una semplice informativa sui tanti perché: mancanza di fondi, problemi sorti in corso d’opera, attesa per prendere due piccioni con una fava, come nel caso di corso Torino ecc, aiutano a capire e a dissipare cortine fumose create ad arte, (imparare da Berlusconi nella propaganda e comunicazione). Viceversa, in campagna elettorale abbiamo assistito a molti interventi di magnificazione dei partiti.
Diciassette righe puntuali e precise, apparse sull’ovadese del 22 maggio, informano, lettori e cittadini, come la Giunta comunale spende i soldi provenienti dalle multe. Nulla da eccepire sulla decisione dei nostri amministratori sull’applicazione della normativa nazionale in materia. L’interpretazione appare corretta, anzi, la cifra destinata (alla sicurezza stradale): interventi di migliorie della circolazione, educazione stradale, tutela dei pedoni, dei minori e dei disabili, supera il 50% previsto dalla legge nazionale. Infatti, a fronte di una previsione a bilancio di 245.000 Euro, sono stati destinati allo scopo 134.500 Euro. Si suppone che la cifra prevista a bilancio sia stata raggiunta oppure si prevede tale risultato entro il 31 dicembre 2008. Sarebbe cosa giusta e saggia, per evitare il solito “mugugno”, informare sui particolari dove sono o saranno spesi questi soldi.
Ritornare su cose dette, ovadese n° 34 e n° 18, non sempre è utile, però, la questione sicurezza merita approfondimento e divulgazione. Perché, ragionando come il consigliere Calì, si cerca di far passare che la delinquenza in Italia (ed in Ovada, se mai vi fosse questo problema) sussiste per colpa dell’emigrazione clandestina. Cosi dicendo si devia il problema e si alimentano la paura e l’odio razziale verso i migranti, irregolari e non, e i dissidenti vari, dai movimenti sociali a quelli specifici territoriali.
Non vi è dubbio che in queste settimane, nelle pagine dell’ovadese si é sviluppata un’interessante partecipazione. Peccato però, che si caratterizza solo come denuncia, prese di distanza, opinioni personali e puntualizzazioni di partito. Peccato che nessuno proponga di incontrarsi pubblicamente. Perché, per avere un vero confronto ed un vero dibattito politico, mancano il reale confronto sul che fare e le proposte sui problemi, anche quelle alternative.
Come i calciatori che, con una canzone invitano i loro colleghi al rispetto delle regole per il bene di tutti, con questa mia, pongo una riflessione sulla applicazione delle regole (Legge) che consentono lo svolgimento del voto ed il lavoro dei componenti i seggi elettorali.
Scontato che quelli che hanno vinto o perso lo hanno fatto senza se e senza ma, lo spunto viene da quanto succede nei seggi in occasioni delle elezioni. Non ultimo l’episodio di Ovada riportato dal quotidiano la Stampa nella giornata di lunedì 14.
Per la sinistra il risultato elettorale é una sconfitta. Lo é nel Paese come nell'ovadese, dove il bacino di consenso poteva aggirarsi sul 15%. Dura da digerire, ma, da digerire rapidamente, tirarsi su le maniche e lavorare per ricostruire una sinistra nuova. Guai a chiudersi in se stessi nel cercare di curare il proprio orticello e parlare di ritorno ai propri simboli. Serve valutare meglio il risultato, per capire il che fare?
Dunque, le preoccupazioni ed i timori, palesati nel dibattito attorno all PD ed anche alla legge finanziaria, poi alla verifica di governo, prima della caduta: non erano infondate? L’inizio campagna elettorale, con le prime candidature e la presentazione dei programmi, evidenzia come i due partiti maggiori si somigliano ed hanno gli stessi obiettivi.
A Ovada iniziativa riuscita... ma l'informazione???
Scritto da Pasquale Morabito,
25-02-2008 14:52
Sabato 23 nel salone SOMS di Ovada, voleva essere un momento di incontro e confronto. Il lancio di un progetto unitario. Programmato per il 15 dicembre, dopo manifestazione di Roma, però, protratto per motivi tecnici ed impegni legati alla legge finanziaria e alla crisi di Governo. Tuttavia, anche se, snobbata dall’informazione locale, alla sinistra “Arcobaleno” ovadese, l’iniziativa è riuscita. Quindi dal convegno sull’unità della sinistra, in una sala gremita e partecipata, è partita pure la campagna elettorale. Non vogliamo elencare qui gli aspetti positivi o negativi del dibattito. Non è compito nostro. Semmai lo è dell’informazione, che, dispiace dirlo, ha snobbato l’iniziativa. In particolare la TV pubblica e privata; Che non ha dato importanza alla novità e ai partecipanti. Cosa sbagliata di cui occorre tenere conto. La TV ha ignorato il convegno, come se fosse una cosa rituale. Come se in Ovada fossimo abituati ad avere confronti giornalieri. Sopratutto con deputati, senatori e vice ministri. Forse, i partecipanti non sono degni di attenzione, non sono personaggi di grido, da scoop. Forse, Intervistare ed ascoltare un responsabile del ministero alla famiglia, per giunta piemontese, non é gradito ai padroni dell’informazione. Oppure si ritiene pura propaganda, un servizio ed un’informazione ai cittadini sul lavoro svolto in questi 18 mesi al governo?
Per una politica di sviluppo Solidale, Pacifista, Ambientalista, di certezze e di lavoro per i giovani, di sicurezza nei posti di lavoroe nelle città, in difesa dello stato sociale.
Un serio programma di "Lotta e di Governo", deve tenere conto, come priorità assoluta, la questione giovanile e le precarie condizioni degli operai e dei lavoratori dipendenti. La relazione consegnata al Capo dello Stato, dall'Associazione Nazionale degli Invalidi e mutilati sul Lavoro, è una prova schiacciante delle sottovalutazioni che si ha della condizione sui luoghi di lavoro.
Non vi era dubbio che dopo la tragedia di Torino, si aprisse nei mass media un dibattito. Era scontato che, come successo altre volte, in tanti facessero cadere la colpa dell’accaduto, oltre all’azienda, anche sul sindacato. Forse, come altre volte, alla fine si dirà che pure gli operai avevano sbagliato. Questo paese è strano, però, non vi è da meravigliarsi: ha poca memoria, profondamente egoista, pieno di caste inclini a badare ai propri interessi.
Dato per scontato che il governo, non ha una solida maggioranza. Che i numeri al Senato sono l’identica situazione di quello americano, che il centro destra e i vari Capezzone ignorano, invece di portare come esempio di democrazia, perché insistere sulle elezioni anticipate? Se guardiamo alle 700 votazioni sulla finanziaria, senza ricorso alla fiducia, il Governo ha dimostrato di avere una maggioranza, sottoposta a continua verifica però di averla.
In uno dei treni speciali, partiti Venerdì notte per Roma Piazza S. Giovanni, insieme ad una nutrita delegazione della sinistra Ovadese ed alessandrina vi ero anch’io. Pensionato dello SPI, ex operaio Ansaldo della Fiom CGIL, nuovo soggetto in collocazione in una sinistra unita; poco importa a che titolo ho partecipato e poco m’interessano i tanti veti posti. Da libero pensatore di sinistra, ritengo che la presenza alla manifestazione, di compagni come me, e ve ne erano tanti, da sorprenderci da soli, era giusta e necessaria. Inizialmente, i posti vuoti nelle carrozze, destavano preoccupazione per un possibile fallimento della manifestazione. Però, si dipanavano, man mano che giungevano notizie del numero dei treni e pulman che si dirigevano a Roma.
dal Riformista del 16 ottobre scorso col titolo "Cara sinistra, svegliati e datti una mossa. Il Pd ci indica che occorre unire le forze". Lo ringraziamo e accogliamo il suo invito riproponendo il testo ai nostri lettori
Nell’arco di pochi giorni, due eventi politici previsti e a lungo preparati sono esplosi per numero, qualità ed entusiasmo dei partecipanti e anche di molti non partecipanti. La prima constatazione è che quando la rappresentanza sindacale e politica si apre coraggiosamente all’ascolto, e presenta ai cittadini una libera e schietta opportunità di esprimersi, essi l’accolgono generosamente, e avviano non solo una fase di apertura di credito, ma anche una prospettiva di impegno.