| Scritto da Pasquale Morabito,
08-06-2008 16:07
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“Una pietra in Piccionaia ?” Contrariamente a quanto afferma la signora De Paoli nel n° 22 [dell'Ovadese ndr], nel mio intervento del 15 maggio, non lascio intendere e non la considero una simpatizzante del centro destra. Semplicemente prendo a pretesto il suo intervento e quello di altri con l’intento di suscitare un dibattito sui risultati elettorali, sul futuro della sinistra, sul che fare, sui problemi del paese e della nostra cittadina. Perché, SD non si è ripiegata su stessa nella ricerca di un’identità perduta. Ma, tenta di capire cosa è successo a sinistra e nel paese. Senza addossare le colpe della sconfitta al voto utile e fattori esterni. Per semplificare, dico: “Una pietra in piccionaia”. Lasciando capire, oltremodo, che i punti della signora De Paoli, riguardanti ovada, trattati, fino alla esasperazione da altri interventi, sono condivisibili. Quindi, una risposta da parte di chi ha responsabilità di governo locale e nazionale, la meritano. A volte una semplice informativa sui tanti perché: mancanza di fondi, problemi sorti in corso d’opera, attesa per prendere due piccioni con una fava, come nel caso di corso Torino ecc, aiutano a capire e a dissipare cortine fumose create ad arte, (imparare da Berlusconi nella propaganda e comunicazione). Viceversa, in campagna elettorale abbiamo assistito a molti interventi di magnificazione dei partiti.
Per quanto riguarda la sinistra, lo ripeto, prevale un certo snobismo verso chi pone quesiti o si preoccupa delle sue sorti. Intanto si manovra in azioni elettorali. Nel 2009 vi saranno le amministrative. Vi sono pure cariche pubbliche e sociali in scadenza. Per cui, il posizionamento, come in una partita a scacchi, é importante per chi specula sulle future alleanze o aspira ad un “posto al sole”. Ecco quindi, che anziché rispondere ai quesiti: con complice solidarietà, ci si arrocca nel “nobile” ruolo dei partiti e della politica. Si sostiene di aver lavorato per il futuro ed il bene della collettività; di lavorare ed ascoltare in silenzio, per presentare, al “Democratic party”, i progetti futuri, quindi il programma per le amministrative 2009. Sui risultati elettorali e sulla sconfitta non vi ritorno. Aggiungo solo che alcune cose dette dalla De Paoli sono motivi della nostra non adesione al PD. Tra l’altro, l’arroganza dell’autosufficienza, dopo una sconfitta elettorale conferma il giudizio di SD sulla deriva del PD e della mera occupazione del potere. In quest’ottica va visto il recente rimpasto in Provincia che ha indotto l’assessore R. Penna a consegnare la delega all’ambiente al pres. Filippi. Invece, non concordo con le critiche al governo. Ricordo che Prodi ha governato solo 18 mesi e non ha avuto un giorno di luna di miele. Anzi, da subito si è aperta una spietata campagna contro. Non nego errori di metodo, merito e di priorità, tuttavia non dimentichiamo l’eredità pesante dal governo Berlusconi; il merito di riportare i conti in pareggio e di aver dato il via alla ripresa regalando alle imprese sei miliardi di cuneo fiscale. Oggi chi governa, dispone di entrate certe e cospicue. Certo, si poteva cominciare a dare ai lavoratori e pensionati, ai ceti più deboli, risorse, previste nella finanziaria, per alleviare il costo della vita. Non c’è stato il tempo e l’opposizione si è rifiutata di farlo prima delle elezioni. Si è consentito, solo il prestito all’Alitalia per pura propaganda e con il rischio dell’accusa da parte dell’Europa di aiuti di stato. Il governo Prodi non ha avuto la sfrontatezza di prendere per i fondelli gli Italiani promettendo mari e monti, benessere per tutti, con la detassazione degli straordinari. Cosa questa osannata dalla confindustria, che non crea posti di lavoro, non aiuta la riqualificazione professionale, non risolve le questioni della sicurezza. E’ solo un baratto: più orario di lavoro - più soldi. Prodi non ha fatto come Tremonti: tasse ai petrolieri ed alle banche e decreti sui mutui, (la Robin tax) sapendo che alla fine pagano sempre i contribuenti. Sulla sicurezza, l’alternativa alle ronde e al “grande fratello” sono strumenti amministrativi adeguati che aiutano a prevenire e combattere la microcriminalità. Non siamo d’accordo con quanto è proposto e succede in giro per l’Italia. Prestiamo attenzione, per capire se si possa rimettere in circolo un’idea positiva di società e di convivenza, di diritti e trasformazione dal basso. Inoltre, “Avere dentro di sé la cultura dell’altro, permette di affrontare il tema della sicurezza nella sua complessità senza assecondare il senso comune”. Il vero tema dell’insicurezza è, che in Calabria la ndrangheta ha ammazzato 270 persone. Che la criminalità organizzata è l’azienda più grande del paese che vale il 2,9% del PIL, prima in Italia per dipendenti e fatturato. Qui vi è l’urgenza della lotta alla criminalità organizzata che controlla l’economia e la società in un terzo del Paese. Però né il PD né il governo Berlusconi la ritengono una priorità. La paura è strumentalizzata per far ingoiare, emergenza dopo emergenza, commissari, supercommissari e poteri sempre più speciali. Una sinistra che voglia definirsi tale non elude il tema della legalità e non abdica davanti all’incostituzionalità di un provvedimento discriminatorio come l’istituzione del reato di immigrazione clandestina e i rischi xenofobi. Quello che non si vuol capire è che non si può usare le sensazioni della gente strumentalizzandoli ed esasperandoli. In merito all’ospedale di ovada, SD è presente nelle amministrazioni locali. In campagna elettorale, all’iniziativa in Piazza Cereseto, il nostro consigliere regionale Comella, è stato chiaro. La recente assemblea pubblica in Ovada lo è stata altrettanto. L’ospedale è inquadrato nel piano sanitario regionale, costruito nel e col contributo del territorio, delle associazioni e dei tecnici che lavorano nel settore della salute, dell’assistenza e dei servizi erogati. Quanto detto in proposito dal direttore dell’ASL Zanetta e dai dott. Varese e La Ganga, dovrebbero assicurare gli ovadesi. Quello che serve, anche in questo caso, è non usare la demagogia e la strumentalizzazione. Non prendere in giro la gente, come si è fatto, con la raccolta di firme contro lo spostamento della sede amministrativa a Casale, sapendo bene che nulla ha a che fare con l’ospedale. Si tratta di lavorare, come detto negli interventi, per migliorare la qualità dei servizi, eliminare i lunghi tempi di attesa per visite e analisi, per rafforzare la prevenzione nei confronti dei più bisognosi: gli anziani, i minori, i disabili ecc. Continuare nell’opera di ammodernamento e consolidamento intrapreso. In sostanza, per dirla con padre Barani dell’osservatorio, impegnarsi a fondo affinché le potenzialità offerte dal distretto sanitario “facciano il massimo per il bene dei cittadini”. Pasquale Morabito (sinistra democratica) Ultimo aggiornamento : 08-06-2008 16:41
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