Diciassette righe puntuali e precise, apparse sull’ovadese del 22 maggio, informano, lettori e cittadini, come la Giunta comunale spende i soldi provenienti dalle multe. Nulla da eccepire sulla decisione dei nostri amministratori sull’applicazione della normativa nazionale in materia. L’interpretazione appare corretta, anzi, la cifra destinata (alla sicurezza stradale): interventi di migliorie della circolazione, educazione stradale, tutela dei pedoni, dei minori e dei disabili, supera il 50% previsto dalla legge nazionale. Infatti, a fronte di una previsione a bilancio di 245.000 Euro, sono stati destinati allo scopo 134.500 Euro. Si suppone che la cifra prevista a bilancio sia stata raggiunta oppure si prevede tale risultato entro il 31 dicembre 2008. Sarebbe cosa giusta e saggia, per evitare il solito “mugugno”, informare sui particolari dove sono o saranno spesi questi soldi.
Ritornare su cose dette, ovadese n° 34 e n° 18, non sempre è utile, però, la questione sicurezza merita approfondimento e divulgazione. Perché, ragionando come il consigliere Calì, si cerca di far passare che la delinquenza in Italia (ed in Ovada, se mai vi fosse questo problema) sussiste per colpa dell’emigrazione clandestina. Cosi dicendo si devia il problema e si alimentano la paura e l’odio razziale verso i migranti, irregolari e non, e i dissidenti vari, dai movimenti sociali a quelli specifici territoriali.
Non vi è dubbio che in queste settimane, nelle pagine dell’ovadese si é sviluppata un’interessante partecipazione. Peccato però, che si caratterizza solo come denuncia, prese di distanza, opinioni personali e puntualizzazioni di partito. Peccato che nessuno proponga di incontrarsi pubblicamente. Perché, per avere un vero confronto ed un vero dibattito politico, mancano il reale confronto sul che fare e le proposte sui problemi, anche quelle alternative.
Per la sinistra il risultato elettorale é una sconfitta. Lo é nel Paese come nell'ovadese, dove il bacino di consenso poteva aggirarsi sul 15%. Dura da digerire, ma, da digerire rapidamente, tirarsi su le maniche e lavorare per ricostruire una sinistra nuova. Guai a chiudersi in se stessi nel cercare di curare il proprio orticello e parlare di ritorno ai propri simboli. Serve valutare meglio il risultato, per capire il che fare?
Come i calciatori che, con una canzone invitano i loro colleghi al rispetto delle regole per il bene di tutti, con questa mia, pongo una riflessione sulla applicazione delle regole (Legge) che consentono lo svolgimento del voto ed il lavoro dei componenti i seggi elettorali.
Scontato che quelli che hanno vinto o perso lo hanno fatto senza se e senza ma, lo spunto viene da quanto succede nei seggi in occasioni delle elezioni. Non ultimo l’episodio di Ovada riportato dal quotidiano la Stampa nella giornata di lunedì 14.